Giacomo entra in bottega nel 1981, a soli quattordici anni: è lì che impara il mestiere, osservando, provando, sbagliando e ripetendo i gesti fino a farli propri. L’ambiente familiare, con uno zio orafo e un laboratorio già avviato, indirizza naturalmente il suo cammino.
Tuttavia, quella che poteva sembrare una scelta obbligata si trasforma ben presto in passione: il lavoro manuale, la possibilità di creare qualcosa che prima non esisteva, la libertà di dare forma a un’idea lo conquistano fin dall’inizio. Decide così di proseguire la sua attività nel laboratorio dello zio, lo stesso spazio in cui lavora ancora oggi. Un luogo rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, dove strumenti e metodi sono quelli di sempre.
Per Giacomo, lo Stile Orafo Fiorentino non è una definizione da apprendere, ma una realtà vissuta fin dall’infanzia. È ciò che ha visto fare, ciò che ha imparato a riconoscere nei dettagli, nelle proporzioni, nella cura delle superfici.
Una tradizione assimilata nel tempo, che oggi si traduce in creazioni personali, nate dall’incontro tra esperienza, manualità e immaginazione.